Quante partite giochi ogni giorno?


 

Per riuscire nei nostri intenti e vincere le partite in cui ci buttiamo, dobbiamo sconfiggere il nostro nemico più grande e più difficile: NOI STESSI. Tim Gallwey, nel libro Il gioco interiore del tennis ci dà qualche dritta per uscire vincitori dalla partita più ardua.

 

Ogni “partita” (uso questo termine per indicare qualsiasi sfida decidiamo di intraprendere, lavorativa principalmente, ma non solo) è composta di due parti, una esteriore e una interiore.

Quella esteriore è il confronto che devi sostenere con tutti i tuoi avversari, quindi, se parliamo di lavoro, con tutti quelli che offrono il tuo stesso servizio o vendono il tuo stesso prodotto.

 

LA PARTITA ESTERIORE

 

Partita facile questa se lavori bene, sia nella promozione del tuo lavoro sia nello svolgimento, ovviamente.

 

Partita che, in realtà, puoi anche evitare se sei stato bravo nella pianificazione della tua attività, ovvero se sei stato capace di trovare il tuo “oceano blu” e cioè se ti sei differenziato talmente bene dagli altri da offrire un prodotto/servizio unico che non ha concorrenti.

 

Comunque per vincere questa partita puoi trovare tantissimo materiale non solo in questo sito ma in tutta la rete.

 

LA PARTITA INTERIORE

 

Mi voglio concentrare, invece, sulla durissima, difficilissima partita interiore. Qui affronti il nemico più temibile, TE STESSO… la partita la giochi nella tua mente, contro i cali di concentrazione, il nervosismo, i dubbi e la disapprovazione, tutte abitudini della mente che, non solo ci impediscono di raggiungere la performance eccellente, ma non ci permettono di goderne quando la raggiungiamo.

 

Un libro che consiglio e che parla di questo è “Il gioco interiore del tennis” di Tim Gallwey, in cui si parla proprio di come vincere questa partita, attraverso la metafora del tennis.

 

Bene, detto ciò, proviamo ad analizzare quali sono le abilità che, secondo Gallwey, dobbiamo sviluppare per vincere la partita interiore:

 

a.       Imparare ad avere un’immagine il più chiara possibile dei risultati desiderati

b.      Imparare ad avere fiducia nelle proprie capacità e imparare tanto dai successi quanto dalle sconfitte

c.       Imparare ad osservare senza giudicare quello che accade, senza pensare quanto le cose stiano andando bene o male

 

LA CONCETRAZIONE RILASSATA

 

Ma l’abilità più importante di tutte è quella che Tim Gallwey chiama “concentrazione rilassata”.

 

Vediamo che cosa è e come si ottiene.

 

Che cosa è? È la consapevolezza inconsapevole, è una concentrazione talmente profonda e focalizzata che la mente è ferma, è nel qui e ora e fuori dal giudizio. Le funzioni operano senza l’interferenza dei pensieri e la mente diventa un tutt’uno con quello che sta facendo. Questo è l’obiettivo ultimo del gioco interiore.

 

Come si ottiene? Proviamo ad elencare dei punti, anche se a parole è facile, mettere in pratica è un’altra cosa.

 

a.       Calma le tue convinzioni negative, abbandonando il giudizio e stando nel qui e ora il più possibile, in osservazione

b.      Fidati delle tue capacità, senza sforzarti, lasciando che le cose accadano.

c.       Immagina i risultati che desideri

d.      Osserva con calma e senza giudicare i risultati per giungere ad uno stato di osservazione e apprendimento continuo.

 

Facile? No. Impossibile? Neanche.

 

Un fratello venne a dire al padre Poemen: ”Padre, ho molti pensieri cattivi, chi mi mettono in pericolo”. L’anziano lo condusse fuori all’aria e gli disse: ”Allarga il tuo petto e ferma i venti”. “Non posso fare questo!”, disse l’altro. “Se non puoi fare questo, gli dice l’anziano, non puoi nemmeno impedire ai pensieri di sopraggiungere, ma dipende da te il resistere”.

(329 ab; Pj X, 55. Tratto da “Vita e detti dei padri del deserto, ed. Città nuova”)

 

 

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